La più apprezzabile e antica istituzione inglese…

…Sono i pub (e mi scuso con la regina, ma ognuno ha le sue esigenze).

I pub tradizionali inglesi, specie quelli di campagna, hanno un fascino particolare ma sono anche uno shock non indifferente per la comune visitatrice brianzola perchè, entrandoci,   ti appare chiaro all’improvviso, nell’accecante e impietosa luce della verità, che fin dalla tua adolescenza nei lontani anni ’90 sei stata proditoriamente ingannata, tradita e vilipesa nei tuoi sentimenti più intimi da chi voleva venderti come pub inglese/scozzese/irlandese        (e probabilmente anche tedesco, in certi casi) un volgare sottoscala infiocchettato alla bell’emmeglio con boiserie, paccottiglia di dubbio gusto celtico e qualche fantasma
d’occasione!

Ok, adesso ritengo opportuno cessare di sputare nel piatto in cui fino a ora ho mangiato
(o per meglio dire bevuto) e mi consolo con la certezza che, sì! Si mangia mooolto meglio qui!

So di non sapere

Non ho intitolato il post “Stonehenge” perchè pure le scimmie ammaestrate lo sanno che quello nelle foto è il sito neolitico di Stonehenge, Wiltshire, Inghilterra sud occidentale).

Se volete sapere tutto su Stonehenge ma non avete mai osato chiedere…Rassegnatevi! Possono raccontarvi tutte le fregnacce che je pare…Ma in realtà ancora oggi nessuno sa perchè e come sia stato costruito Stonehenge. Io ne sono sicura, perchè in un’ora di audioguida ho imparato pure quali sono i licheni che crescono sui dolmen, ma perchè questi pietroni siano stati piazzati qua non me l’hanno saputo dire.

Forse solo Leo Ortolani lo sa.

E se vi parlano di druidi non vi fidate, perchè l’attività druidica è posteriore di millenni rispetto alla costruzione del sito.

A Stonehenge ho comprato delle calamite da frigo per mia mamma e mia cugina Lorenza. E basta.

Bibliografia consigliata: Incubo di una notte di mezza estate, Chiaverotti, Chiaverotti, Montanari&Grassani.

Looking 4 the crop writerz

Forse non tutti sanno che laggiù nel Wiltshire (o meglio, stando a Milano/Brianza si dovrebbe dire “Lassù nel Wiltshire”), nell’ Inghilterra sud occidentale, in mezzo a prati e pub tipici dal tetto di paglia, si trova la misterosa collinetta artificiale neolitica di Silbury Hill,
l’epicentro mondiale del fenomeno dei crop circle.
(se no cosa me ne venivo a fare io qua? Mica siamo qua ad asciugare gli scogli o far girare le angurie,noi!!!)
Sarà un caso, sarà no, ma anche a me, mentre mi aggiravo nei pressi di questo stravagante panettoncino d’erba, sono apparsi i resti di un crop circle “disegnato” in un campo proprio accanto a un altro importante sito archeologico del Wiltshire: le tombe neolitiche di West Kennet Long Barrow.
Il grano è ormai stato tagliato e al suo posto cresce una sorta di erba bassa dalle foglie larghe (che qualcuno sicuramente sa che tipo di erba è ma io no).
Sul terreno, da lontano, era ancora visibile la forma di un pittogramma realizzato a fine luglio e documentato anche dal sito cult del settore
www.cropcircleconnector.com                                                                                                     vedi link: http://www.cropcircleconnector.com/2011/westkennett/westkennett2011a.html

Una volta saliti alle tombe neolitiche, ci siamo imbattuti in un altro resto di crop circle, visibile poco lontano in un’area chiamata East Kennet Long Barrow. Questo cerchio, PRECISAMENTE identico al precedente, è stato realizzato a maggio ed è anch’esso documentato da www.cropcircleconnector.com                                                                vedi link: http://www.cropcircleconnector.com/2011/eastkennett/eastkennett2011a.html

E comunque se non ci credete, chiedete un po’ a mister Michele “se non vedo non ci credo e anche se lo vedo non è detto che l’abbia visto davero magari era solo un’ombra” Gussoni!

Il mio cuore di ex writer esulta poichè ho appurato con i miei occhi che questi meravigliosi disegni non sono opera di fotosciopp.

Il mio cuore di photoshopper invece ci è rimasto un po’ male.

La schizofrenia a volte è dificile da gestire.

Ma le domande che ci attanagliano ancora non trovano risposta.

Chi fa i crop circle?
Nerd flippati e asociali con la passione dei frattali?
Gli alieni?
Alieni nerd flippati con la passione dei frattali, emarginati anche sul loro proprio pianeta?

Perchè l’epicentro (ormai più che ventennale) dei crop circle rimane questa pittoresca area agreste del sud dell’Inghilterra?
Perchè qui e non Busto Arsizio?
Forse per la presenza di siti misteriosi e affascinanti come Stonehenge?
O forse perchè la sera non c’è un c@##o da fare tranne che bere birra fino a sfasciarsi al suolo e a quel punto gli alieni e i folletti li vedi sul serio?!   Se è per quello comunque, non è che pure a Busto Arsizio ci sia proprio ‘sta movida, eh!

Ma soprattutto, chi è quel bastardo che mi ha rubato la bici?
Se lo becco gli infilo un dolmen dove non batte il sole.

La collinetta artificiale di Silbury Hill. Gli esperti sono tutti concordi nell'affermare che la collinetta è stata eretta per motivi riassumibili con un grosso "Boh???!!!!"

I resti di un agroglifo -o crop circle- realizzato a luglio da mano ignota

Ingrandmento del crop circle

Il crop circle di cui sopra a fine luglio, quando era stato appena realizzato.

Come star di Hollywood…Anzi, di più! Come star di Bollywood!!!

Una delle cose più sensibilmente strane dell’India è che le persone volevano a tutti i costi farsi fotografare con noi. L’episodio ci è successo un numero di volte allarmante, e questo nonostante fossimo sudati, spettinati e con la faccia stravolta per la maggior parte del tempo. Ho pensato: saremo troppo belli? Saremo troppo brutti? Saremo troppo strani? Probabilmente era vera la terza: alieni nel subcontinente indiano!

Varanasi: spots

La legna per le pire di Varanasi

In stazione tutti ci guardavano, ho pensato di immortalare il momento....Quando mi ricapita? Di solito non mi caga nessuno.

I tori qui sono enormi e totalmente liberi di girare in mezzo al traffico

Anna Hazare, leader del partito anti corruzione, è stato recentemente incarcerato con una scusa e poi scarcerato in seguito alle feroci proteste che hanno infiammato il paese negli scorsi giorni. Ha milioni di sostenitori...E ci credo: qui forse forse la corruzione è peggio che da noi. Io, pur non conoscendolo, ho sostenuto la sua scarcerazione sulla fiducia: dopotutto ha 75 anni e non è Previti. Mi basta!

 

Lassù le pire mortuarie ardono 24 ore al giorno

 

C'è chi è venuto fin da Lambrugo per affidare i suoi desideri al fiume sacro

 

La puja dura circa 2 ore: i giovani officianti offrono sacrifici alla divinità accompagnandoli con complicati gesti rituali

 

Il fiume è in piena e la corrente crea continuamente centinaia di vortici. Prendere la barca è vietatissimo...Ma ciò non impedisce ad alcuni simpatici barcaioli locali di offrirti gite in barca per poi farti acchiappare dalla polizia, che ti chiede soldi che poi si smezza con il barcaiolo. Per fortuna nessuno sano di mente acceterebbe mai di fare una gita in barca con questa corrente.

 

Vita nella città su Gange

Abbiamo raggiunto Varanasi da Jhansi con 12 ore di comodo treno notturno (saranno 500 km circa…Le Nord forse sono più veloci! FORSE!).

Varanasi è la città sacra degli Indù per eccellenza e la sua vita si svolge principalmente sui Gath, i gradini che portano al Gange (o Ganga). In questi giorni il fiume è in piena e ha sommerso gran parte dei gradini e a causa della corrente fortissima, le gite in barca sono vietate. Tutte le sere al tramonto su alcuni Gath si svolge la cerimonia della Puja: musica, mantra e danze accompagnano i sacrifici (fiori, incenso, fuoco, frutta, latte…) che vengono gettati nel Gange in offerta alla divinità, mentre i fedeli affidano alla corrente del fiume sacro i propri sogni sotto forma di lumini circondati da fiori di loto; più la corrente porta lontano i lumini, più i sogni hanno possibilità di avverarsi.

Abbiamo assistito alla puja più importante della città, durante la quale studenti di sanscrito aspiranti Sadu giovani, eleganti, carini e vanitosi hanno officiato il lungo rito dopo essersi bagnati nel Gange.

Fare uno o due bagni quotidiani nel Gange è un rito comune ai fedeli indù. Vedere bimbi che giocano nel fiume e famiglie in gita che si immergono e lavano i propri vestiti nelle sue acque INNOMINABILMENTE LURIDE è uno spettacolo frequente.

I fedeli desiderano morire qui perchè in questo modo la loro anima raggiungerà direttamente il Nirvana, così le famiglie partono dai loro luoghi d’origine con i moribondi e alloggiano con loro in alcune case nei pressi del crematorium. Quando la morte sopraggiunge i corpi vengono coperti con appositi panni, issati su una lettiga, lavati in Gange, lasciati asciugare e poi bruciati sulla pira con circa 250 kg di costoso legno di sandalo. I turisti che si aggirano nei pressi dell’affollatissimo crematorium all’aperto, che si trova presso un Gath del quale non ricordo il nome, vengono costantemente invitati a salire su apposite terrazze per vedere le cremazioni, o addirittura ad avvicinarsi al luogo dove le pire bruciano 24 ore su 24. La dimensione della morte è pubblica e i parenti non trovano strano che sconosciuti provenienti da tutto il mondo assistano alla cremazione. Le foto alle pire però sono assolutamente vietate. Nei pressi del crematorium l’attività è frenetica: mercanti di legna, parenti in lutto, barbieri che rapano a zero i parenti in lutto, portantini con il morto in spalla, faccendieri di ogni tipo, insistentissimi aspiranti accompagnatori di turisti, mucche, tori, capre, cani e quant’altro si aggirano senza sosta inseguendo ognuno i propri impegni, la propria mancanza di impegni o il proprio business.

A Varanasi è impossibile (i-m-p-o-s-s-i-b-i-l-e) sedersi tre minuti tre a meditare su un gradino di fronte al Gange senza venire assaliti da ogni tipo di venditore, mendicante, aspirante guida o, nel migliore dei casi, da un local che desidera farsi fotografare insieme al turista occidentale. In India questo assalto incessante, onnipresente, tenacissimo e quasi sempre insensato e controproducente per chi lo mette in atto è sicuramente la cosa più snervante da affrontare.

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Bundi

La cittadina scelta da Kipling come dimora.

La fortezza sovrasta la città e di notte il cielo si riempie di pipistrelli giganti. Così almeno si racconta perchè, essendo buio, io non li vedo.

Mi piace particolarmente questo chilometrico guard rail di terracotta decorata. Sorge spontaneo chiedersi se un guard rail di terracotta sia in effetti efficace (nonchè valido ai fini di una eventuale ISO 9001).

On the road again

da Udaipur a Bundi.

La bella foto qua sotto è di Gus. E poi un toro ci ha incornato la macchina.

Black face monkeys

Branco di scimmiette affamate attacca pullmino di francesi e ruba loro tutti i biscotti.

Scimmiette 1 – Francia 0